L’indifferenza del potere

Quinta puntata: dopo i miei ultimi interventi la ventola del potere ha ripreso a frullare, e già sembra che il suo ronzio oscurerà tutto il resto. Cerchiamo però di isolare qualcosa in questo fitto rumore ambientale.

Vi meraviglia che il Presidente Uscente, questo “uomo di baseball”, si mostri “abbastanza indifferente” alle esternazioni di un toninomicheli qualsiasi? Non vi meraviglia, è giusto.

Già questo dovrebbe mettervi in allarme, perché quando il potere non si cura più delle critiche vuol dire che da forza positiva, mutevole ed elastica, si è irrigidito nel culto di se stesso, si è trasformato in un edificio inattaccabile e presuntuoso, sordo agli argomenti di chiunque. Così avviene quando il potere diventa regime.

Non c’è censura peggiore dell’ostentazione di indifferenza. Non ti impedisce nemmeno di parlare, si limita a non rispondere, tira via dritta per la strada che si è segnata, “indifferentemente” da dove la strada conduca. Questo genere di potere, consolidato a regime, dev’essere fatalmente indifferente, dato che il suo unico obbiettivo è in se stesso.

Riporto da Doubleplay: “Non appare preoccupato, Fraccari”. “Abbastanza indifferente”. Ecco, questa è una simulazione malriuscita: come si può essere indifferenti “abbastanza”?

Nel mondo della chiarezza una cosa ti colpisce in qualche modo (anche minimo) o ti lascia indifferente. Non puoi essere “vagamente” indifferente. Il potere usa un linguaggio strambo, diciamocelo. Un linguaggio infondato, il cui rumore è molto simile allo stridere delle unghie sui proverbiali specchi dove qualcuno tenta l’ancora proverbiale arrampicata.

Il potere messo a regime diventa contraddittorio. Cito dall’articolo di Roveri su Doubleplay, dal rigo 12 al 14: “Impegnatissimo nel portare avanti progetti, programmi, contatti, trattative e anche un po’ di campagna elettorale… Non appare preoccupato, Fraccari”.
Segue il commento dell’Uscente, qualche rigo più giù: “Non sono neppure impegnato in alcuna campagna elettorale, che reputo un po’ prematura”.

Chi sta mentendo a chi? La facciamo o non la facciamo, questa campagna elettorale? Questo è quanto si chiama comunicazione ambigua. Se ha detto bene il Presidente, e la campagna non la fa, allora bacchetti l’intervistatore. Se invece è il contrario… Comunicazione bifida, sdoppiata, buona per tutti, e per nessuno.

Ora, dai pulpiti di questa comunicazione ambigua, depistante (ricordate i numerologi?), mi si accusa di “disinformazione”.

Sapete un fatto? E’ il potere che, universalmente, crea l’informazione o la disinformazione, semplicemente targandola quando uno la pronuncia. Altra millenaria strategia della censura. A parte il fatto che non sono disinformato (in cinquant’anni di carriera non ho solo arricchito il palmarès, e non sono precisamente un “uomo di corridoio”), se anche per ipotesi dovessi esserlo, il merito dovremmo darlo certamente ai meccanismi un po’ folli, un po’ contraddittori, un po’confusionari di questo potere, quando fa comunicazione. E’ come una burocrazia dell’informazione (vedi la questione delle deleghe): che quanto più è contorta, sovrabbondante e scoraggiante, tanto meglio protegge chi le sta dietro.

Non datemi del disinformato, allora, se non volete passare per disinformatori. Il Vertice che eroga informazione siete voi. E io so ancora leggere, nonostante gli abbagli delle vostre aspirazioni alla concretezza.

Ecco un’altra parola che il potere letteralmente adora: la santa “concretezza”. Ma che cos’è la concretezza? Nello sport, intendo?

Rileggiamo da Doubleplay, voglio proprio sfinirvi: “Impegnatissimo nel portare avanti progetti, programmi, contatti, trattative…”

Indubbiamente qualcuno è molto impegnato, o ci tiene a sembrarlo, quel tanto da potersi permettere l’indifferenza. Allora “progetto” è una parola della concretezza. “Programma” è una parola della concretezza. “Contatto”… be’, avete capito.

E “gioco”? Dov’è questa parola? Non è anche “gioco” una parola della concretezza?

Ahi, l’ho detta grossa! Mi ero dimenticato che “gioco” è una parola accessoria, un lumino per anime candide e disinformate, una questione laterale. Non me ne vogliano i catecumeni della concretezza.

A proposito, rileggiamo anche il parere di Claudio Banchi. Non ho capito precisamente chi parli, se il Presidente del Grosseto o l’”ex” Consigliere Federale, ma rileggiamolo: “Io ritengo che ci siano in questo momento in corso dei rapporti con la Federazione Mondiale Baseball, Federazione Mondiale Softball e con la Major League, sui quali non possiamo derogare per una crescita importante del nostro movimento. E quindi, pur non volendo screditare nessuno… è evidente che il lavoro che ha iniziato il presidente Riccardo Fraccari è un lavoro grosso, sostanzioso, importante… In base a tutto questo, ritengo che per il movimento sarebbe un errore madornale se il baseball italiano dovesse ripartire daccapo”.

Come a dire: ormai ci siamo noi, dobbiamo restare noi.

Noi, quelli dei lavori “grossi” e “sostanziosi”: c’è qualcosa di gastronomico, in questa scelta di aggettivi, ma l’idea è molto precisa: riformare è una questioncella, non possiamo perdere tempo, “dobbiamo restare noi”.

Già, sarebbe maleducato mandarli via.

Banchi vi sta dicendo che il Paese può cambiare Legislatura per diritto costituzionale, mentre la FIBS non può cambiare Presidente, per prudenza.

E questa sarebbe una dichiarazione imprudente se fatta da un politico, figuriamoci da un Presidente di Società (o “ex” Consigliere Federale?).

Il fatto è che la “crescita di un movimento” dovrebbe avvenire innanzitutto “da dentro” (gioco, promozione) e non “da fuori”.

E non si dovrebbe mai arrivare in campagna elettorale con slogan del tipo: “stiamo facendo”, “abbiamo iniziato”, “vedrete che alla prossima”. Suona come un’attestazione di sconfitta. E Banchi lo sa, tant’è che ci tiene a precisare: “…il problema che il baseball in Italia si porta dietro è un vecchio problema. Riguarda il passato. Sono stati persi vent’anni. La nostra gestione, in carica dal dicembre 2001, sta cercando a passi da gigante di recuperare”.

Dov’era Fraccari, durante quei vent’anni? Anche lui ad accusare il Presidente Notari di occuparsi troppo dell’Europa e del Mondo, e troppo poco dell’Italia? Sarebbe davvero il colmo, per chi in quegli anni era Vice-Presidente.

Oggi è concentrato sulla Major League, altro che la Bassa Lega dei nostri discorsi. Ma ascoltate l’accorato lamento di Banchi: quel Ventennio Perduto, che disastro! Non vorrà mica, il prudente “ex” Consigliere Federale, farci recuperare un Ventennio con un altro “Ventennio”?

Dai, suona un po’ comico, ammettiamolo: ANNO VIII DELL’ERA FRACCARISTA.

~ di antoniomicheli su 29 Aprile 2008.

5 Risposte to “L’indifferenza del potere”

  1. Ciao Tonino! è davvero un piacere ritrovarti qui, come sempre…sul campo…a mettere del tuo nel nostro sport…il più bello del mondo! Mi sento di schierarmi decisamente in tuo favore, in favore dell’uomo del baseball, dell’uomo del softball e non dell’uomo federale…..Ha un senso, no?!…

  2. una domanda ? perchè citate Banchi come ex-consigliere fedrale.
    non risulta che Banchi si sia dimesso dalla carica in Fibs.
    Grazie

  3. Gentile Sig. Micheli,

    Le sottopongo alcune domande raccolte velocemente raccolte tra gli utenti del Forum B&B (www.famigliabb.forumfree.net, dove, se lo riterrà opportuno, potrà rispondere direttamente) .

    Vorremmo sapere la sua opinione in merito ad alcune questioni a nostro avviso fondamentali per lo sviluppo del baseball nel nostro Paese.

    1) Qual è la sua posizione sui campionati giovanili e sui tornei estivi a pagamento? Sarebbe favorevole ad un ampliamento dell’attività Federale per raggiungere un cospicuo numero di gare di campionato per i nostri giovani, allungando la stagione da Aprile a Settembre, senza ricorrere ai tornei privati a pagamento?

    2) Ha in mente di ritoccare la normativa sullo svincolo?

    3) Può illustrarci la sua squadra in caso di vittoria?
    Chi sarebbe destinato, ad esempio, alle fondamentali posizioni di addetto stampa e responsabile marketing?

    4) Vedrebbe favorevolmente il nascere di una Lega delle società? Se si in quali termini?

    5) In che maniera affronterebbe il delicatissimo progetto delle Franchigie? Crede che sarà possibile ampliare il poco fino ad ora fatto e rendere operativo questo progetto, ad esempio con il libero passaggio dei giocatori tra una formazione all’altra, a titolo gratuito, durante la stagione? Inoltre: è favorevole all’introduzione del salary cap, con OBBLIGO di investimento economico prefissato per le società di IBL in marketing, promozione sul territorio e sviluppo delle giovanili?

    6) Sarebbe favorevole ad un limite dei tesseramenti di stranieri ed oriundi, dalla A1 alla C2?
    Ad esempio, sarebbe favorevole ad iniziare una moratoria di almeno 10 anni sull’uso nelle nazionali di giocatori/ci che NON abbiamo frequentato almeno 1 anno di scuole medie inferiori o superiori in Italia ?

    7) Per un minimo di credibilità è pronto a mettere per iscritto un programma di obiettivi da raggiungere e in quanto tempo raggiungerli, e a garantire – sempre per iscritto – che si dimetterà IRREVOCABILMENTE in caso di mancato raggiungimento, nei tempi previsti, di almeno il 50% di quanto preventivato ?

    8) Può illustraci la sua visione della IBL? Quante formazioni sarebbero ammesse e di conseguenza quale sarebbe la durata della regular season?

    9) In segno di discontinuità col passato, sarebbe disposto a rinunciare alla limousine da 70.000 euro, alla carta Oro federale e all’appartamento o albergo romano ?

    10) Uno dei problemi più drammatici del nostro baseball è la pochezza dell’informazione: vederebbe favorevolmente l’OBBLIGO per le società di avere un sito web aggiornato (curato da un addetto stampa regolarmente retribuito) che trasmetta le partite in diretta radiofonica,

    11) Non crede che servirebbe più trasparenza nella gestione dell’Accademia di Tirrenia?
    E’ proprio impossibile avere più trasparenza nei tryout? A tal fine non sarebbe sufficiente la pubblicazione sul sito Fibs dei risultati ottenuti dai partecipanti?

    12)Al fine di un “corpo tecnici” veramente degno di questo nome, come valuterebbe la possibilità di resettare l’attuale gestione del CNT, affidandosi ad un serio professionista, possibilmente USA, al fine di testare la preparazione dei nostri allenatori tramite periodici controlli, aggiornamenti ed esami?

    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e Le faccio i miei auguri per la campagna elettorale.

    Cordiali saluti

  4. Somehow i missed the point. Probably lost in translation :) Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Obfuscate.

  5. Caro Micheli,
    solo per caso sono venuto a conoscenza della Sua candidatura alla Presidenza Federale.Ho letto i suoi interventi e ,siccome sono un istintivo, sento che Lei è la persona giusta.Conosco l’ambiente del baseball da una ventina d’anni.E’ giunta l’ora di mandare a casa l’inconcludenza e la prosopopea.Per il bene dello sport che tanto amiamo.Vorrà scusarmi se per il momento mi firmo con uno pseudonimo ma le prometto che appena possibile (ovvero quando mi avrà inviato una Sua e-mail riservata cui appoggiare le mie comunicazioni)Le farò avere informazioni di assoluta rilevanza ed utilità per la Sua campagna elettorale.I sensi della mia stima

Lascia un commento